mercoledì 29 ottobre 2008
Nicosia
Nicosia, il cui nome significa forse città di San Nicolò venne definita dal Beritelli-La Via nelle sue Notizie Storiche di Nicosia vetusta città di Sicilia.Probabilmente edificata al tempo della dominazione bizantina nell'isola e della conseguente diffusione del Cristianesimo orientale, tra il VI e l' VIII secolo, nascendo come luogo fortificato dei cristiani del Val Demone. Con una popolazione di circa quindicimila abitanti, ad una quarantina di chilometridalla costa tirrenica, si erge sui quattro colli del Castello, dei Cappuccini,del Monte Olivento e del Ss. Salvatore. I resti del castello sono pochi purtroppo, mentre ancora si conserva una croce in stile bizantino che dalla chiesa di S Nicolella è stata affidata alla chiesetta di S. Biagio. Non verificabili sono le mitiche ipotesi di origini greco-romane,che chiamerebberoin causa le tre antiche città scomparse di Erbita, Engio ed Imacara, accomunate dall'aver dovuto subire i tanti soprusi e le ingiustizie del rapace pretore romano Verre, contro ilquale, unite ad altre città siciliane, nel I sec d.C., intentarono causa sotto il patrocinio di Cicerone, che proprio in quell'occasione, scrisse le famose Verrine. Mancano, purtroppo, scavi archeologici che accertino le ubicazioni di tali città nei dintorni dell'attuale Nicosia. Secondo il nobileFalco del XVII° sec., tuttavia, gli Erbitesi, stanchi di sopportare le innumerevoli angherie di Verre,avrebbero abbandonato la propria città, spostandosi sinoal colle del Castello per edificare le nuove proprie case, diventando addirittura il gruppo di maggioranza tra gli abitanti e chiamando il nuovo agglomerato urbano Erbita Nuova, inricordo della propria città, decaduta e lasciata alla plebe. Lo studioso Stanislao Pontorno, invece,localizzerebbe la città di Imacara, ricordatada Cicerone, Plinio e Tolomeo, nell'attuale contrada Vaccarra, dove varie testimonianze e reperti - purtroppo dispersi - avrebbero attestato l'esistenza di una antica città distrutta e di un monastero benedettino. Secondoquest'autore, dopo il terremoto che nel 1169 rase al suolo Catania, Lentini e probabilmente Imacara, gli abitanti superstiti si sarebbero rifugiati a Nicosia, appunto nel quartiere della Vaccarra. In tale quartiere, come unico resto del monastero benedettino,sopravvive, in mezzo al verde della campagna,la chiesetta di S. Maria della Vaccarra,con i suoi affreschi bizantini all'interno. Vi è poi chi ritiene si possa identificare il paesaggio roccioso nicosiano e le sorgenti che dalla roccia del Castello scendono a bagnare i Pozzi Gurri, con la cittàgreca di Engio, descritta dallo storico Diodoro Siculo. Appare certo che non sia stata edificata dagli Arabi,i quali generalmente imponevano denominazioni nella loro lingua (come nei casi diCastrogiovanni,Calascibetta, Caltagirone,ecc).Il Nome "Nicosia" sembra,invece,proprio più legato ad origini greco-binzantine.
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