lunedì 26 aprile 2010

Modica Le celebrazioni del 25 aprile si chiudono a Palazzo San Domenico

Le riflessioni del prof. Pitrolo e del Sindaco. La testimonianza di un partigiano Con uno scambio di doni ( la stampa del giuramento di Castronovo da una parte e un testo sulla Resistenza in Emilia Romagna dall’altra) di tra il Sindaco, Antonello Buscema e il partigiano Adelmo Franceschini si sono conclude ieri nella sala consiliare di Palazzo San Domenico le iniziative legate alla celebrazione del 65° anniversario della Liberazione che per due giorni hanno caratterizzato questo evento. E’ stato il prof. Giuseppe Pitrolo a tracciare, nella relazione ufficiale, una riflessione sul tema “Resistenza e Costituzione oggi” attraverso un profilo storico che parte dal 1943 con la caduta di Mussolini e le testimonianze del grande giurista e uomo della costituente Piero Calamandrei, Giorgio La Pira e sul senso della democrazia tracciata da Pericle, in un excursus che ha puntato sulle direttrici fondamentali della Carta sviluppandone i principi fondamentali e in particolare sull’art. 1 e 2 della Costituzione ma anche attraverso i titoli che oggi sono quelli messi maggiormente in discussione. Fresca, malgrado i decenni trascorsi,la testimonianza del partigiano bolognese Adelmo Franceschini, arrestato a 18 anni, rinchiuso in un campo di concentramento che ha speso gli anni più belli della vita a lottare per valori e diritti che sono la Liberazione ha poi reso possibili. Un’esperienza umana di grande dignità e orgoglio per un uomo classe 1924 che ha illustrato un pezzo vero e autentico dell’Italia di quegli anni. Il Sindaco, nel suo intervento, ha sintetizzato il senso della giornata nella gratitudine, i valori immutabili che nascono dalla Resistenza sono stati traslati nella Carta Costituzione esempio altissimo di valori civili e democratici; nella soddisfazione perché in questi due giorni le giovani generazioni sentono forte il desiderio di riacquistare e fare proprio un patrimonio di valori che nascono dalla lotta contro l’oppressione nazifascista e infine l’impegno perché tale patrimonio, e ognuno per la propria parte, li valorizzi e li sappia trasmettere come dimostrazione di un’azione sociale e civile alta per garantire la pace, la democrazia e la giustizia sociale di cui si sente gran bisogno. Alla fine l’attrice Fatima Palazzolo ha recitato un testo tratto da un’esperienza vera: Anna, una donna arrestata dai tedeschi e che nel momento in cui sta per perdere la vita esclama forte la sua rivendicazione per una vita libera e lontana da ogni oppressione.

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