mercoledì 29 ottobre 2008
Lampedusa e Linosa
Per millenni Lampedusa e Linosa sono state luoghi di sosta e di rifornimento d’acqua, nonché basi militari delle navi dei Fenici, dei Greci, dei Romani, dei Saraceni e dei Crociati, sebbene fosse abitata e frequentata ai tempi delle guerre puniche, la storia è piuttosto ridotta, anche se l’isola viene citata già nel 795-815 d.C. da Papa Leone II, che con una lettera informa Carlo Magno di una battaglia svoltasi vicino Lampedusa tra Bizantini e Saraceni.Viene citata inoltre da Ludovico Ariosto che vi ambientò un canto dell’Orlando Furioso, ove è narrata la leggendaria sfida tra il re saraceno Agramante ed il Conte Orlando. Il nome Lampedusa deriva dal greco bizantino Lopadusa che significa "ricca di molluschi". Essa fu nel tempo patria di Fenici, Greci, Romani e Arabi. L'isola rimase poi deserta sino al 1551 anno in cui una flotta del sovrano Carlo V di Spagna vi approdò e tentò di colonizzarla. Il nome Linosa deriva dal greco antico Aethusa. L'isola fu abitata dai Romani prima e poi da popolazioni arabe. Essa venne colonizzata nel 1845 per volontà del sovrano Ferdinando II. Fra i monumenti spicca il Santuario della Madonna di Lampedusa (detta Madonna di Porto Salvo) inizialmente situato all'interno di una grotta e successivamente riedificato all'interno di una nuova cappella. Rilevanti sono pure il Monumento al Pescatore e l'Obelisco, opera dell'artista Arnaldo Pomodoro. Lampedusa e Linosa vantano una ricca coltivazione di fichi, fichidindia, lenticche e carrubi. Cospicue e varie sono le risorse ittiche di saraghi, dentici, gamberi, calamari, aragoste, sardine, acciughe e sgombri che si possono gustare cucinati con tipiche ricette marinare.
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